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Incidenti in montagna: prevenzione, costi e come salvarsi in quota

Domenica De luca8 ottobre 2025
Incidenti in montagna: prevenzione, costi e come salvarsi in quota

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La montagna è un ambiente meraviglioso, capace di regalare emozioni uniche e panorami mozzafiato. Tuttavia, come ogni ambiente naturale, nasconde anche dei rischi che, se sottovalutati, possono trasformare un'esperienza indimenticabile in un momento di difficoltà. Per questo, è fondamentale essere preparati e consapevoli, e questo articolo è la tua guida completa per affrontare la montagna in sicurezza, prevenendo gli incidenti e sapendo come agire in caso di emergenza.

Incidenti in montagna: prevenzione e costi per un'esperienza sicura

  • Gli incidenti in montagna sono in aumento, con oltre 12.000 interventi del Soccorso Alpino nel 2024, principalmente a causa di cadute e incapacità.
  • L'escursionismo è l'attività più a rischio (44,3% degli incidenti), coinvolgendo spesso uomini tra i 50 e i 60 anni, soprattutto nei mesi estivi.
  • La prevenzione è cruciale: pianificare l'itinerario, controllare il meteo e avere l'equipaggiamento adeguato sono passi fondamentali.
  • Le nuove normative introducono la responsabilità personale e l'obbligo di ARTVA, pala e sonda in ambienti innevati.
  • Il numero unico 112 e l'app GeoResQ sono essenziali in caso di emergenza.
  • Gli interventi del Soccorso Alpino possono essere a pagamento in caso di chiamata immotivata o comportamento imprudente, con costi che variano regionalmente.

Incidenti in montagna: perché sono un tema sempre più attuale

L'amore per la montagna spinge sempre più persone a esplorare sentieri, vette e boschi. Questa crescente frequentazione, purtroppo, si accompagna a un aumento degli incidenti, rendendo la consapevolezza sui rischi un tema di importanza cruciale. Come esperta, ritengo che comprendere i pericoli non debba spaventare, ma piuttosto motivare a una preparazione più accurata e a un approccio più rispettoso verso l'ambiente montano.

I numeri non mentono: analisi delle statistiche recenti del Soccorso Alpino

I dati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) per il 2024 sono chiari e, a mio avviso, devono far riflettere. Si sono registrate ben 12.063 missioni di soccorso, un numero in linea con il picco del 2023 (12.349) e in netto aumento rispetto al 2022 (10.367). In totale, 11.789 persone sono state soccorse, con un bilancio purtroppo tragico di 466 decessi. I feriti si dividono in 1.431 gravi e 5.288 lievi. Questi numeri evidenziano una tendenza preoccupante e sottolineano quanto sia fondamentale non abbassare la guardia.

L'identikit dell'infortunato: chi rischia di più e quando?

  • Sesso e età: Il profilo più comune della persona soccorsa è quello di un uomo (67,9%), spesso nella fascia d'età compresa tra i 50 e i 60 anni. Questo dato suggerisce che l'esperienza non sempre si traduce in minore rischio, e a volte può portare a una sottovalutazione delle proprie condizioni fisiche.
  • Nazionalità: La maggior parte degli infortunati è di nazionalità italiana (80,4%), seguita da quella tedesca (6,8%).
  • Periodo: I mesi estivi sono, come prevedibile, i più critici. Agosto registra il picco degli interventi (18%), seguito da luglio (14,4%). Questo è dovuto all'intensificarsi delle attività all'aria aperta durante le vacanze.

Non solo alpinismo: l'escursionismo è l'attività con il maggior numero di incidenti

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono solo le attività più estreme a causare incidenti. I dati mostrano chiaramente che l'escursionismo è l'attività con il maggior numero di interventi del Soccorso Alpino.

  • Escursionismo: 44,3% degli incidenti. Questo dato è per me una conferma di quanto sia importante non sottovalutare anche i percorsi apparentemente più semplici.
  • Sci alpino e nordico: 14% degli interventi.
  • Mountain bike: 6,8% degli interventi, un dato in crescita che riflette la popolarità di questa disciplina.
  • Alpinismo: 5,9%.
  • Ricerca di funghi: 3,4%.

Capire i rischi: le cause principali degli incidenti in montagna

Comprendere le cause alla base degli incidenti è il primo, fondamentale passo verso una prevenzione efficace. Non si tratta solo di sfortuna, ma spesso di una combinazione di fattori che possono essere gestiti o evitati con la giusta preparazione e consapevolezza.

La scivolata banale: quando la caduta diventa il pericolo numero uno

La causa principale degli interventi del Soccorso Alpino è la caduta o scivolata, che rappresenta il 43,2% del totale. Questo dato mi colpisce sempre, perché dimostra come anche un incidente apparentemente "banale" possa avere conseguenze gravi in un ambiente montano. Un passo falso su un terreno sconnesso, una distrazione su una roccia bagnata o una perdita di equilibrio possono trasformarsi rapidamente in fratture, traumi o situazioni ben più critiche, soprattutto se ci si trova in un luogo isolato.

Sottovalutare il percorso e sé stessi: il rischio dell'"incapacità"

La seconda causa più frequente è l'incapacità durante l'attività (26,5%). Questo termine, a mio avviso, racchiude diverse situazioni: dalla cattiva valutazione delle proprie capacità fisiche rispetto alla difficoltà del percorso, alla stanchezza eccessiva, fino alla disidratazione o all'ipoglicemia. Partire senza un'adeguata preparazione fisica o scegliere un itinerario troppo impegnativo per le proprie forze è un errore che può costare caro.

Malori improvvisi: come l'ambiente montano mette alla prova il fisico

I malori rappresentano il 12,7% degli interventi. L'ambiente montano, con le sue variazioni di altitudine, temperatura e la richiesta di uno sforzo fisico prolungato, può mettere a dura prova anche i fisici più allenati. Problemi cardiaci, crisi ipoglicemiche, colpi di calore o ipotermia possono manifestarsi improvvisamente, rendendo indispensabile una conoscenza approfondita del proprio stato di salute e un'attenta autovalutazione prima di ogni escursione.

Il meteo come avversario: fulmini, nebbia e ipotermia

Il maltempo è responsabile del 4,1% degli incidenti. La montagna è imprevedibile, e le condizioni meteorologiche possono cambiare drasticamente in pochi minuti. Fulmini, nebbia fitta che annulla la visibilità, piogge torrenziali che rendono i sentieri scivolosi, o un improvviso calo delle temperature che porta all'ipotermia, sono tutti fattori di rischio che richiedono un'attenzione costante ai bollettini meteo e la capacità di rinunciare o modificare i piani se le condizioni non sono favorevoli.

"La montagna non è una palestra. È un ambiente che richiede rispetto, preparazione e umiltà. Ogni passo è una scelta, ogni scelta una responsabilità."

Prevenzione: la tua migliore alleata per un'escursione sicura

Come ho sempre sostenuto, la prevenzione non è un optional, ma la chiave per godersi appieno la montagna in sicurezza. Un approccio proattivo e informato può fare la differenza tra un'avventura indimenticabile e un'esperienza spiacevole o pericolosa. Ecco i miei consigli pratici.

Pianificare è fondamentale: scegliere l'itinerario giusto per le tue capacità

  • Valuta le tue capacità: Sii onesto con te stesso riguardo al tuo livello di allenamento e alla tua esperienza. Scegli un itinerario che sia alla tua portata, senza strafare. La montagna non è il luogo per dimostrare qualcosa a qualcuno, ma per stare bene.
  • Informa qualcuno: Prima di partire, comunica sempre a una persona di fiducia il tuo itinerario dettagliato e l'orario previsto di rientro. Questo può essere cruciale in caso di ritardo o emergenza.

Meteo, la prima regola: come leggere i bollettini e non farsi sorprendere

Non mi stancherò mai di ripeterlo: controllare il bollettino meteorologico è la prima cosa da fare, e non solo il giorno prima, ma anche poco prima di partire. Impara a interpretare le previsioni specifiche per l'alta quota e sii pronto a rinunciare o a cambiare percorso se il meteo non è favorevole. Un temporale improvviso o un calo drastico delle temperature possono trasformare una bella giornata in un incubo.

Lo zaino perfetto: cosa non può assolutamente mancare

  • Kit di primo soccorso: Indispensabile per affrontare piccole ferite o malori.
  • Acqua e cibo: Idratazione ed energia sono vitali, soprattutto in sforzo.
  • Giacca antipioggia/antivento: Anche in estate, il tempo in montagna può cambiare rapidamente.
  • Telefono carico e power bank: Per le emergenze e la navigazione.
  • Mappa e bussola/GPS: Non affidarti solo al telefono, le batterie si scaricano e il segnale può mancare.
  • Fischietto e lampada frontale: Utili per segnalare la propria posizione o in caso di buio inaspettato.

Dai piedi alla testa: l'importanza cruciale di abbigliamento e calzature tecniche

L'abbigliamento e le calzature non sono solo una questione di comfort, ma di sicurezza. Indossare scarponi da trekking adeguati e ben rodati è fondamentale per prevenire storte e cadute. Vestirsi "a strati" (il famoso "abbigliamento a cipolla") permette di adattarsi facilmente alle variazioni climatiche, mantenendo il corpo alla giusta temperatura e proteggendosi da freddo, vento e umidità.

Le nuove regole della montagna: cosa devi sapere sulle normative

Il quadro legislativo relativo alla frequentazione della montagna è in continua evoluzione, con l'obiettivo di promuovere una maggiore sicurezza e consapevolezza tra gli escursionisti e gli sportivi. È fondamentale essere aggiornati su queste normative, perché la loro inosservanza può avere conseguenze sia sulla propria incolumità sia, come vedremo, sul portafoglio.

Responsabilità personale: la nuova legge del 2025 e il concetto di "comportamento imprudente"

La Nuova Legge Montagna, in vigore dal 2025, introduce un concetto cruciale: la "responsabilità personale". Questo significa che se un incidente è causato da un comportamento imprudente dell'escursionista ad esempio, l'uso di attrezzatura inadeguata, la sottovalutazione delle condizioni meteo o la scelta di un percorso al di là delle proprie capacità la responsabilità può essere attribuita all'escursionista stesso. In questi casi, il fatto colposo del fruitore può essere considerato come un "caso fortuito", con implicazioni significative anche sui costi di un eventuale soccorso. Per me, questo è un passo importante per responsabilizzare chi si avventura in montagna.

Obbligo di ARTVA, pala e sonda: quando e perché sono indispensabili

Dal 1° gennaio 2022, è in vigore l'obbligo di dotarsi di ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga), pala e sonda per chi pratica attività escursionistiche, sciistiche o alpinistiche in ambienti innevati dove sussiste un rischio valanghe. Questo include anche le semplici ciaspolate. Questi dispositivi sono strumenti di autosoccorso vitali: l'ARTVA permette di localizzare una persona sepolta sotto la neve, la sonda di individuarne la posizione esatta e la pala di liberarla. Non sono un optional, ma un equipaggiamento di sicurezza irrinunciabile in determinate condizioni.

Assicurazione RC per lo sci: un obbligo da non dimenticare

Sebbene l'obbligo di assicurazione RC (Responsabilità Civile) sia specificamente previsto per chi pratica sci sulle piste (dal 1° gennaio 2022), è mia ferma convinzione che una copertura assicurativa sia fondamentale per qualsiasi attività in montagna. Molte polizze specifiche per la montagna o l'iscrizione a enti come il CAI (Club Alpino Italiano) includono una polizza che copre le spese di soccorso. Questo è un aspetto da non sottovalutare, perché, come vedremo, i costi di un intervento possono essere molto elevati.

Zdjęcie Incidenti in montagna: prevenzione, costi e come salvarsi in quota

Emergenza in quota: la guida pratica su come agire

Nonostante tutte le precauzioni, un incidente può sempre capitare. In questi momenti, sapere esattamente come agire può fare la differenza tra la vita e la morte. La calma e la conoscenza delle procedure sono i tuoi migliori alleati.

Il Numero Unico 112 e l'app GeoResQ: la guida passo-passo per una chiamata di soccorso efficace

Quando l'emergenza si presenta, ogni secondo conta. Ecco come effettuare una chiamata di soccorso efficace:

  1. Chiama il Numero Unico di Emergenza 112: È il numero da comporre in tutta Italia.
  2. Specifica la tua richiesta: Una volta in contatto con l'operatore, dichiara chiaramente di voler allertare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Questo è fondamentale per indirizzare correttamente la richiesta.
  3. Utilizza l'app GeoResQ: Se possibile, scarica e registra l'app GeoResQ prima di partire. È un servizio di geolocalizzazione e inoltro delle richieste di soccorso gestito dal CNSAS. Attivandola, in caso di emergenza, potrai inviare la tua posizione esatta ai soccorritori, facilitando enormemente l'intervento.
  4. Non riagganciare: L'operatore del 112 ti farà diverse domande per raccogliere tutte le informazioni necessarie. Rimani in linea finché non ti darà il permesso di terminare la chiamata.

Mantenere la calma e mettere in sicurezza: le prime azioni da compiere

La prima, e forse più difficile, azione è mantenere la calma. Il panico può offuscare il giudizio e impedire di agire lucidamente. Valuta rapidamente la situazione: quante persone sono coinvolte? Qual è la natura dell'infortunio? Poi, cerca di mettere in sicurezza l'infortunato e te stesso. Se possibile, sposta l'infortunato in un luogo più protetto dal freddo o da ulteriori pericoli, coprilo con una coperta termica se ne hai una, e non muoverlo se sospetti traumi gravi. La tua sicurezza viene prima di tutto: non mettere a rischio te stesso per soccorrere altri.

Cosa comunicare ai soccorritori per facilitare l'intervento

Quando parli con i soccorritori, sii il più preciso possibile. Le informazioni che fornirai sono vitali per la rapidità e l'efficacia dell'intervento.

  • Posizione precisa: Se non hai GeoResQ, cerca di fornire punti di riferimento chiari (nome del sentiero, numero del segnavia, rifugio più vicino, coordinate GPS se disponibili).
  • Numero di persone coinvolte: Quanti siete nel gruppo e quante persone necessitano di soccorso.
  • Tipo di infortunio: Descrivi la natura dell'infortunio (frattura, trauma cranico, malore, ecc.) e le condizioni dell'infortunato (cosciente, incosciente, respira, sanguina).
  • Condizioni meteo sul posto: Temperatura, vento, visibilità, presenza di pioggia o neve.
  • Attrezzatura a disposizione: Se hai equipaggiamento utile ai soccorritori (es. ARTVA, pala, sonda, corde).
  • Numero di telefono: Il numero da cui stai chiamando e che rimarrà attivo per ulteriori contatti.

Soccorso Alpino: costi e casistiche di pagamento

È un diritto di tutti ricevere soccorso in montagna, ma è importante sapere che, in determinate circostanze, l'intervento del Soccorso Alpino può comportare dei costi. Questa è una realtà che spesso sorprende, ma che è giusto conoscere per evitare spiacevoli sorprese.

La verità sui costi: un'analisi regione per regione

I costi degli interventi di soccorso in montagna non sono uniformi a livello nazionale, ma variano notevolmente tra le diverse regioni italiane. Regioni come il Veneto, la Lombardia, il Trentino, l'Alto Adige e la Valle d'Aosta hanno regolamentazioni specifiche e tariffe che possono essere molto salate. Ad esempio, in Veneto, una chiamata immotivata con l'intervento dell'elisoccorso può arrivare a costare 90€ al minuto, con un tetto massimo che può raggiungere i 7.500€. Queste cifre, a mio parere, sottolineano l'importanza di una prevenzione accurata e di una copertura assicurativa adeguata.

Chiamata "immotivata" o "inappropriata": i casi in cui l'intervento è a tuo carico

Il Soccorso Alpino interviene sempre, ma ci sono situazioni in cui l'intervento viene considerato a pagamento. Ecco le casistiche più comuni:

  • Chiamata immotivata: Quando non c'è una reale situazione di pericolo o emergenza.
  • Comportamento imprudente: Se l'incidente è chiaramente riconducibile a una condotta negligente o rischiosa da parte dell'escursionista.
  • Attrezzatura inadeguata: Se l'incidente è aggravato o causato dalla mancanza di equipaggiamento essenziale o appropriato per l'attività e le condizioni.
  • Mancato ricovero ospedaliero: In alcune regioni, se l'intervento non si conclude con un ricovero ospedaliero, può essere richiesto un contributo per le spese.

L'importanza di una polizza assicurativa: come tutelarsi da spese impreviste

Considerando i costi potenzialmente elevati di un intervento di soccorso, consiglio vivamente di stipulare una polizza assicurativa specifica per le attività in montagna. Molte compagnie offrono pacchetti dedicati che coprono le spese di ricerca, salvataggio e trasporto. Ricordo inoltre che l'iscrizione al CAI (Club Alpino Italiano) include una copertura assicurativa che tutela i soci per le spese di soccorso, un vantaggio non indifferente che vale la pena considerare.

Oltre l'escursionismo: rischi specifici delle altre attività in montagna

Se è vero che l'escursionismo è l'attività con il maggior numero di incidenti, è altrettanto vero che ogni disciplina in montagna presenta rischi specifici. Per questo, è fondamentale conoscere le peculiarità di ciascuna attività per affrontarle con la giusta preparazione e attenzione.

Mountain bike: pericoli e consigli per gli amanti delle due ruote

La mountain bike è un'attività in crescita, ma che ha un suo peso negli interventi (6,8%). I pericoli specifici includono cadute su terreni sconnessi, perdita di controllo del mezzo, collisioni con ostacoli o altri utenti del sentiero. Per chi ama le due ruote in montagna, i miei consigli sono:

  • Indossare sempre casco e protezioni (ginocchiere, gomitiere).
  • Controllare sempre lo stato della bici prima di partire.
  • Conoscere il percorso e le sue difficoltà tecniche.
  • Non superare i propri limiti e adattare la velocità al terreno.

Sci e fuoripista: la gestione del rischio valanga

Lo sci, sia alpino che nordico, rappresenta il 14% degli interventi. Sebbene le piste battute siano generalmente sicure, il rischio aumenta esponenzialmente nel fuoripista, dove il pericolo principale è rappresentato dalle valanghe (0,7% degli interventi). In questi contesti, l'obbligo di ARTVA, pala e sonda diventa non solo una norma, ma una necessità vitale. Per chi pratica sci fuoripista, è indispensabile:

  • Avere una formazione specifica sulla sicurezza in ambiente innevato.
  • Consultare sempre il bollettino valanghe.
  • Non avventurarsi mai da soli e affidarsi a guide esperte.

Cercatori di funghi: i pericoli nascosti nel bosco

Anche la ricerca di funghi, apparentemente innocua, contribuisce al 3,4% degli interventi. I rischi per i cercatori di funghi sono spesso legati a perdersi nel bosco, cadute in zone impervie e scoscese, o malori dovuti allo sforzo e all'età. Per evitare queste situazioni, suggerisco di:

  • Non andare mai da soli, o almeno informare qualcuno della zona in cui ci si reca.
  • Conoscere bene la zona e avere un punto di riferimento.
  • Portare con sé un telefono carico e un fischietto.
  • Indossare abbigliamento visibile e calzature adeguate al terreno boschivo.

Fonte:

[1]

https://www.agi.it/cronaca/news/2025-03-26/escursionismo-principale-causa-incidenti-italia-soccorso-alpino-30606932/

[2]

https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2024-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/

[3]

https://www.montagna.tv/254242/il-bilancio-2024-del-soccorso-alpino/

[4]

https://www.sherpa-gate.com/altrispazi/la-pressione-sul-sistema-di-soccorso-in-montagna/

Domande frequenti

Nel 2024, il CNSAS ha effettuato oltre 12.000 missioni di soccorso in Italia, con un trend in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo dato evidenzia la crescente frequentazione della montagna e l'importanza della prevenzione.

Le cause maggiori sono cadute o scivolate (43,2%), seguite dall'incapacità durante l'attività (26,5%) e dai malori (12,7%). Anche il maltempo contribuisce (4,1%). La preparazione e la consapevolezza sono cruciali.

No. L'intervento del Soccorso Alpino può essere a pagamento in caso di chiamata immotivata, comportamento imprudente o attrezzatura inadeguata. I costi variano regionalmente e possono essere molto elevati, fino a migliaia di euro.

Dal 2025, la "responsabilità personale" rende l'escursionista responsabile per comportamenti imprudenti. Dal 2022, è obbligatorio ARTVA, pala e sonda in ambienti innevati con rischio valanghe, anche per le ciaspolate.

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Autor Domenica De luca
Domenica De luca
Sono Domenica De Luca, un'appassionata di turismo con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Ho avuto il privilegio di lavorare con diverse agenzie di viaggio e tour operator, acquisendo una profonda conoscenza delle migliori destinazioni e delle tendenze del mercato turistico. La mia specializzazione si concentra sull'esplorazione di itinerari alternativi e sostenibili, che permettono ai viaggiatori di scoprire il mondo in modo autentico e responsabile. La mia formazione in scienze del turismo mi ha fornito le competenze necessarie per analizzare e condividere informazioni accurate e aggiornate. Credo fermamente nell'importanza di offrire contenuti di qualità che possano ispirare e informare i lettori, aiutandoli a pianificare esperienze indimenticabili. Attraverso il mio contributo a dlfmessina.it, mi propongo di guidare i lettori verso nuove avventure, promuovendo un turismo consapevole e rispettoso delle culture locali. Il mio obiettivo è quello di trasmettere la mia passione per il viaggio e di incoraggiare un approccio più sostenibile al turismo, affinché ogni viaggio possa essere non solo un'esperienza personale, ma anche un'opportunità per contribuire positivamente alle comunità che visitiamo.

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